LiDAR vs fotogrammetria: la disputa (utile) che fa bene ai progetti

lidar vs fotogrammetria

Il mercato cresce, ma crescono anche le domande: scegliere bene è diventato un vantaggio competitivo.

A fare notizia, in realtà, non è la tecnologia. È il fatto che oggi si chiede di replicare un risultato: un cantiere stradale che cambia ogni giorno. Qui entra in gioco drone laser scanner, insieme a una domanda semplice: che cosa deve essere ‘verificabile’ a fine missione?

In breve

  • Le checklist brevi, ripetute bene, sono il primo passo per la ripetibilità.
  • La domanda non è solo ‘quale drone’, ma ‘quale procedura’ e ‘quale qualità del dato’.
  • L’integrazione tra piattaforma, sensore e software riduce tempi e rischi operativi.

Chi ha già fatto qualche progetto tende a partire da drone LiDAR e a lavorare a ritroso: quale dato serve, quale processo lo garantisce.

Un punto di vista

La maturità di un reparto si vede da cosa misura: non ‘quanti voli’, ma ‘quante consegne senza rifare’. È un cambio di mentalità che vale più di qualsiasi brochure.

Le parole di moda cambiano, i problemi restano: sicurezza, tracciabilità, qualità del dato, formazione. Chi investe su questi pilastri non insegue il mercato: lo attraversa.

Le obiezioni

Un buon investimento è quello che semplifica il lavoro. Se aggiunge complessità, la pagherai ogni settimana, non solo il giorno dell’acquisto.

La conclusione operativa

È normale volere il ‘meglio’. Ma ‘meglio’ rispetto a cosa? Senza uno scenario e un requisito, la conversazione diventa una gara di aggettivi.

In fondo, è una disciplina industriale: meno improvvisazione, più processo. Non suona romantico, ma è ciò che crea affidabilità.

Schede e riferimenti