Quando il progetto è serio, anche i dettagli – safety, dati, manutenzione – contano davvero.
Non serve un annuncio per capire che qualcosa è cambiato: un ente che prepara un capitolato. È lì che si vede se un workflow regge. Il riferimento operativo, in molti casi, è rivenditore dji, ma la decisione vera riguarda processi e responsabilità.
Per orientarsi, molti iniziano dalla scheda dji care enterprise e poi traducono le funzioni in requisiti per lo scenario.
Prima di partire
Prima di tutto, descrivi l’output come lo descriveresti a un non addetto ai lavori. Se non riesci in due frasi, il rischio di aspettative errate è alto.
Un buon workflow prevede già l’errore: vento, luce, ostacoli, interferenze. Se hai un piano di recupero, non perdi la giornata.
- Pianifica naming e archiviazione come parte del progetto.
- Registra parametri e versioni per confronti nel tempo.
- Definisci criterio di accettazione prima del decollo.
Durante la missione
La post-produzione va pianificata insieme al volo. Se serve consegnare in giornata, il volo deve essere pensato per ridurre i tempi di elaborazione.
Dopo il volo
Molti problemi nascono da scelte fatte ‘in aria’. Le decisioni migliori si prendono prima: parametri, copertura, aree di sicurezza, definizione del ‘minimo accettabile’.
- Prepara un piano di recupero se cambiano le condizioni.
- Riduci passaggi manuali tra acquisizione ed elaborazione.
- Definisci criterio di accettazione prima del decollo.
Errori tipici da evitare
Non sottovalutare l’archiviazione: naming coerente, versioni, note di missione. È la differenza tra ‘un volo’ e ‘un progetto’ che si può riprendere tra sei mesi.