Drone laser scanner: perché il termine è ovunque (e come capire cosa chiedere)

DRONE LIDAR

Tra cantieri, infrastrutture e sicurezza: il drone esce dalla sperimentazione e diventa routine.

Se ascolti chi lavora sul campo, la storia parte quasi sempre così: una scarpata dopo un evento meteo intenso. E finisce con una lezione sulla qualità del dato. Il riferimento operativo, in molti casi, è drone laser scanner, ma la decisione vera riguarda processi e responsabilità.

Chi ha già fatto qualche progetto tende a partire da drone LiDAR e a lavorare a ritroso: quale dato serve, quale processo lo garantisce.

Prima di partire

Molti problemi nascono da scelte fatte ‘in aria’. Le decisioni migliori si prendono prima: parametri, copertura, aree di sicurezza, definizione del ‘minimo accettabile’.

La post-produzione va pianificata insieme al volo. Se serve consegnare in giornata, il volo deve essere pensato per ridurre i tempi di elaborazione.

  • Prepara un piano di recupero se cambiano le condizioni.
  • Registra parametri e versioni per confronti nel tempo.
  • Definisci criterio di accettazione prima del decollo.

Durante la missione

Non sottovalutare l’archiviazione: naming coerente, versioni, note di missione. È la differenza tra ‘un volo’ e ‘un progetto’ che si può riprendere tra sei mesi.

  • Riduci passaggi manuali tra acquisizione ed elaborazione.
  • Prepara un piano di recupero se cambiano le condizioni.
  • Registra parametri e versioni per confronti nel tempo.

Dopo il volo

Un buon workflow prevede già l’errore: vento, luce, ostacoli, interferenze. Se hai un piano di recupero, non perdi la giornata.

Prima di tutto, descrivi l’output come lo descriveresti a un non addetto ai lavori. Se non riesci in due frasi, il rischio di aspettative errate è alto.

  • Pianifica naming e archiviazione come parte del progetto.
  • Riduci passaggi manuali tra acquisizione ed elaborazione.
  • Prepara un piano di recupero se cambiano le condizioni.

Schede e riferimenti