Non solo hardware: la differenza sta nel flusso di lavoro, nei dati e nelle persone.
Se ascolti chi lavora sul campo, la storia parte quasi sempre così: una linea elettrica in area boscata. E finisce con una lezione sulla qualità del dato. Il riferimento operativo, in molti casi, è dji lidar, ma la decisione vera riguarda processi e responsabilità.
Quando serve chiarezza, dji zenmuse h30t è spesso la prima pagina aperta. Poi si discute di procedure, non di slogan.
Prima di partire
La post-produzione va pianificata insieme al volo. Se serve consegnare in giornata, il volo deve essere pensato per ridurre i tempi di elaborazione.
- Registra parametri e versioni per confronti nel tempo.
- Pianifica naming e archiviazione come parte del progetto.
- Definisci criterio di accettazione prima del decollo.
Durante la missione
Molti problemi nascono da scelte fatte ‘in aria’. Le decisioni migliori si prendono prima: parametri, copertura, aree di sicurezza, definizione del ‘minimo accettabile’.
La checklist migliore è quella breve: tre controlli che non salti mai. Il resto è adattamento. La disciplina nasce da poche regole ripetute bene.
- Registra parametri e versioni per confronti nel tempo.
- Definisci criterio di accettazione prima del decollo.
- Prepara un piano di recupero se cambiano le condizioni.
Dopo il volo
Un buon workflow prevede già l’errore: vento, luce, ostacoli, interferenze. Se hai un piano di recupero, non perdi la giornata.
- Pianifica naming e archiviazione come parte del progetto.
- Definisci criterio di accettazione prima del decollo.
- Registra parametri e versioni per confronti nel tempo.
Errori tipici da evitare
Non sottovalutare l’archiviazione: naming coerente, versioni, note di missione. È la differenza tra ‘un volo’ e ‘un progetto’ che si può riprendere tra sei mesi.